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Chirurgia estetica / Chirurgia della calvizie Laser Vaginoplastica
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Chirurgia della calvizie

di Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico | pagina vista 5001 volte

La calvizie può essere particolarmente problematica sia per l'uomo, sia per la donna. La possibilità offerta dai microtrapianti ha cambiato per sempre questa chirurgia, consentendo di ridurre l'impegno dell’intervento e le cicatrici residue. Tuttavia, in questo campo non esiste una tecnica unica che possa essere applicata a tutti i casi, anche se il principio del trattamento è sempre lo stesso: prelevare dei capelli nella regione posteriore della nuca, dove si è certi che non cadranno, per trasporli nella regione della fronte e ai lati della testa. Allo stato attuale, sono disponibili due tecniche diverse:

- autotrapianto di bulbi: micro e minitrapianti
- la riduzione dell’area calva

TricologiaTricologia

Queste procedure possono essere associate tra di loro. Ogni paziente rappresenta un caso a sé, per il quale si dovrà tener conto di più parametri: l'importanza della calvizie, la morbidezza del cuoio capelluto, la qualità dei capelli, i desideri del paziente. In funzione dell'età del paziente e dell'evolutività della sua calvizie, si sceglierà la strategia operatoria più adatta. L'intervento si svolge sempre in anestesia locale, con dimissione qualche ora dopo la fine della procedura. Ogni chirurgo adotta una tecnica che gli è propria e che adatta a ogni caso per ottenere i migliori risultati. Le modalità sono diverse in funzione del tipo di tecnica adottata, nel dettaglio:

- micro e minitrapianti: dalla zona occipitale nucale vengono prelevate losanghe di cuoio capelluto lunghe 8-15 cm e larghe 2-3 cm, che vengono ridotte in piccoli frammenti, ciascuno contenente 1 capello (microtrapianto), o più capelli (minitrapianto). Nella regione calva o diradata vengono effettuate microperforazioni per consentire l'impianto dei bulbi da trapiantare. Su ciascun impianto si formerà una piccola crosticina che cadrà spontaneamente entro 1-2 settimane; la cicatrizzazione può comportare la caduta temporanea dei capelli trapiantati, che ricresceranno definitivamente entro il terzo mese dall'intervento. Per ottenere una densità ideale possono essere richiesti più interventi. L'operazione è comunque indolore e praticamente priva di rischi, se perfettamente eseguita.

- riduzione della calvizie: una parte della zona priva di capelli viene asportata e i lembi immediatamente richiusi chirurgicamente. Questa tecnica si basa sull'elasticità del cuoio capelluto, e può essere interessante per la parte alta della testa e nei pazienti che hanno un cuoio capelluto particolarmente elastico. L'intervento viene effettuato in anestesia locale, non è doloroso e consente di ridurre l’area calva, in modo che la restante possa essere trapiantata con autoinnesti.

Nel micro-mini trapianto i capelli crescono in media di 1 cm al mese e i punti vengono rimossi verso 8°-10° giorno successivo all'intervento. È possibile lavarsi i capelli due-tre giorni dopo l'intervento, si potrà riprendere l'attività sportiva entro un mese. Raramente si hanno casi di cefalea, controllabile con un semplice analgesico.

Il post-operatorio è contraddistinto essenzialmente da piccole crosticine e lieve arrossamento la cui importanza e durata sono molto variabili tra gli individui. I risultati sono visibili entro 3 mesi dal trapianto, per essere ottimali dopo 6-9 mesi, con una riuscita adeguata. Nel caso le complicazioni sono rarissime, e in genere il paziente è pienamente soddisfatto dei risultati. Tra le possibili complicazioni: Ematomi: sono rarissimi e non gravi. Infezione: eccezionale in un'operazione al cuoio capelluto salvo quale rarissima postuletta che si forma su un punto di sutura su un innesto e che è sufficiente trattare con piccole cure locali; anomalie della cicatrizzazione: sono molto rare a livello della zona donatrice; cisti epidermiche possono formarsi sulla parte trapiantata e si risolvono spontaneamente senza compromettere il risultato finale dell'intervento; alopecia temporanea, può manifestarsi a carico dei capelli vicini ai lembi trapiantati, ma si risolve completamente e spontaneamente. Tuttavia, i capelli che ricrescono avranno un vitalità e una densità del tutto normali. La chirurgia della calvizie ha fatto progressi determinanti che consentono oggi, nella maggior parte dei casi, di proporre una tecnica e una strategia terapeutica adatta a ogni singolo caso, e di risolvere i principali problemi estetici posti non solo dalla perdita totale ma anche dal diradamento dei capelli in entrambi i sessi con una soluzione naturale e a prova di rigetto. Nell’area posteriore donatrice non residuerà nessuna cicatrice visibile e non si noterà nessun diradamento di capelli.

lunedì 4 maggio 2009

Nota informativa: la decisione di utilizzare solo disegni e non fotografie a corredo della descrizione degli interventi nasce da una precisa scelta, dettata dal rispetto nei confronti dei pazienti e del visitatore, potenziale futuro paziente. Indipendentemente dall’autorizzazione rilasciata o dal poter o no riconoscere l’interessato, ricordiamo inoltre che la legge sulla privacy vieta la diffusione di fotografie scattate prima e dopo l’intervento. Riteniamo che una miglior comprensione dei possibili risultati, con l’ausilio di fotografie debitamente commentate insieme al chirurgo, potrà essere acquisita solo durante la visita medica.

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