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Chirurgia estetica / Iperidrosi ascellare Laser Vaginoplastica
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Iperidrosi ascellare

di Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico | pagina vista 63266 volte

Si definisce iperidrosi una eccessiva sudorazione causata da una iperfunzione delle ghiandole deputate alla produzione di sudore. Bromidrosi è invece un termine con cui si definisce il cattivo odore che assume la pelle a causa dei processi di decomposizione del sudore ad opera di enzimi batterici.

L’iperidrosi colpisce una percentuale molto alta di persone, uomini e donne, e può avere origini diverse: costituzionali, psicologiche, emotive, ecc. A volte l'iperidrosi può essere un sintomo di un'altra malattia già nota, come ad esempio l'ipertiroidismo, o, più raramente, di un'affezione del sistema nervoso centrale, o di una condizione come l'obesità o la menopausa (iperidrosi secondaria).

L'iperidrosi può essere generalizzata, quando colpisce tutto il corpo, o localizzata, quando si limita solo ad alcune particolari zone (ascelle, mani, piedi). Quando ad essere colpite sono parti del corpo come il palmo delle mani e la pianta del piede, l’iperidrosi ha generalmente un'origine psicologica. Si parla in questo caso di iperidrosi primaria. Chi ne è colpito suda abbondantemente durante tutto l’anno, anche a basse temperature.

Nei rapporti interpersonali l'iperidrosi rappresenta un vero e proprio problema; soprattutto quando colpisce le ascelle. Può essere anche causa di imbarazzo nella vita professionale. Le aree colpite sono predisposte all'insorgenza di infiammazioni o macerazioni cutanee; i vestiti vengono macchiati e danneggiati permanentemente da aloni o macchie indelebili. Ma anche al di là dei casi di iperidrosi vera, sono sempre di più le persone che sudano normalmente (cioè "quando fa caldo"), e che scelgono di inattivare per il periodo estivo la sudorazione ascellare, per la semplice comodità di sentirsi asciutte, fresche e presentabili anche in condizioni di caldo-umido intenso.

Come trattarla?
La cura è praticamente indolore se eseguita a livello delle ascelle, dove viene applicata, qualche minuto prima, una specifica crema anestetizzante. A livello palmare o plantare invece deve essere fatta un'anestesia locale, data la particolare sensibilità de queste aree. Viene poi praticata una serie di piccole, brevissime iniezioni di tossina botulinica opportunamente diluita, su tutta la superficie da trattare.

I benefici compaiono dai 2 a 7 giorni dall'inizio della terapia, e persistono per un periodo variabile dai 4 ai 12 mesi. I risultati migliori si ottengono nei casi di iperidrosi ascellare: viene riportata nella letteratura medica specifica un drastico miglioramento in più del 95% dei casi trattati. Nella iperidrosi palmare o plantare i risultati sono meno soddisfacenti, con un 30% circa dei pazienti che non risponde al trattamento e con una durata degli effetti intorno ai 4 mesi. Per questo viene proposto solo per alleviare i sintomi durante il periodo estivo. A livello ascellare non sono descritti effetti collaterali. Per le mani, può raramente manifestarsi un temporaneo indebolimento delle dita, che persiste al massimo per due settimane.

Alternative
Nella minoranza dei casi che non abbiano tratto sufficiente beneficio, l'alternativa di prima scelta è un intervento chirurgico conosciuto con il nome di "simpatectomia endoscopica toracica". Si tratta di un intervento di invasività minima, eseguibile anche in Day Hospital. La tecnica endoscopica é molto sicura, se eseguita da un chirurgo esperto. Questo tipo di procedura porta alla cura definitiva del disturbo in quasi il 100% dei pazienti trattati, lasciando soltanto una piccola cicatrice nell'ascella.

TERAPIA CHIRURGICA DELL’IPERIDOSI ASCELLARE

Per i pazienti affetti da sudorazione ascellare eccessiva (iperidrosi) e che desiderano risolvere definitivamente questo disagio, esiste l’intervento chirurgico ad ultrasuoni, veramente efficace e già utilizzato da moltissimi anni con risultati eccellenti.

Si tratta di un intervento chirurgico che viene eseguito in anestesia locale, ambulatorialmente o in day hospital. Lo scopo é quello di eliminare le ghiandole sudoripare apocrine, localizzate subito sotto la pelle, nel sottile spessore di grasso che qui troviamo. Un tempo, per effettuare questa operazione con la chirurgia tradizionale (tecnica di Skoog del 1970), si dovevano eseguire lunghi tagli cutanei nella regione ascellare, che comportavano una guarigione lunga, spesso lascaindo talvolta brutte cicatrici.

Oggi si pratica una incisione di pochi millimetri e si introduce sotto pelle una sottile sonda che emette ultrasuoni, la stessa utilizzata per la liposcultura ultrasonica.

L’effetto dell’ultrasuono, in questo caso ad altissima potenza, é di sciogliere lo strato adiposo sottocutaneo che é occupato quasi interamente dalle ghiandole sudoripare: automaticamente si ottiene la distruzione delle ghiandole responsabili dell’eccessiva produzione di sudore.

Terminata la fase ultrasonica, viene introdotta dallo stesso taglietto una sottilissima cannula che provvede, aspirando, ad allontanare i frammenti delle ghaindole distrutte insieme al grasso disciolto.

Con un piccolo punto di sutura é terminato l’intervento della durata circa di venti minuti per ascella, ed il paziente potrà tranquillamente ritornare a casa con una particolare medicazione imbottita ed adesiva, da tenere alcuni giorni.

Normali analgesici-antiinfiammatori prescritti per le prime 48 ore aiuteranno a superare la fase iniziale di convalescenza, non dolorosa. Localmente la pelle sarà arrossata ed infiammata, con diminuzione della sensibilità; il paziente dovrà seguire le cure e le indicazioni prescritte e potrà riprendere una normale attività nel giro di 3 o 4 giorni.

Nel periodo immediatamente post-opeartorio osserviamo già una anidrosi, ovvero una completa assenza di sudorazione, con piena soddisfazione dell’interessato.

Nei 3 mesi successivi, man mano che l’innervazione si ristabilizza, ci sarà un parziale ritorno alla sudorazione, in misura considerata normale od inferiore alla norma. I risultati a questo punto sono considerati permanenti: circa il 90% dei pazienti ha espresso grande soddisfazione per lo scopo raggiunto, giudicato da tutti insperato. Solo un 10% dei casi, nonostante una notevole riduzione della sudorazione, in condizioni eccezionalmente emozionali può ancora presentare un fenomeno di sudorazione un pò più abbondante.

Un effetto collaterale, che può essere considerato inconveniente o vantaggio, é molte volte la scomaparsa completa o il diradamento dei peli ascellari, per la distruzione dei bulbi insieme alle ghaindole sudoripare.

lunedì 4 maggio 2009

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