<?xml version="1.0" encoding="windows-1252"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><channel><title>Dott. Gianfranco Bernabei, medico chirurgo plastico a Milano, Blumar Medica viale Vittorio Veneto 14</title><link>http://www.dottorbernabei.it</link><description>Dott. Gianfranco Bernabei, medico chirurgo plastico a Milano, Blumar Medica viale Vittorio Veneto 14</description><language>it</language><copyright>dottorbernabei.it 2012</copyright><image><url>http://www.dottorbernabei.it/sito/images/logorss.gif</url><title>Dottorbernabei.it - RSS</title><link>http://www.dottorbernabei.it</link><width>200</width><height>60</height></image><item>
<title><![CDATA[Rinoplastica senza tamponi e senza dolore]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Una delle più ricorrenti e ingiustificate preoccupazioni dei pazienti di rinoplastica è legata al dolore postoperatorio associato all'uso del tampone nasale. </p>
<p align="left">Noi non usiamo più i tamponi “vecchio stile” , e al loro posto si utilizziamo invece <strong>tamponi speciali in un tessuto spugnoso e molto soffice</strong>, che quindi non premono all'interno del naso, né provocano dolore quando vengono sfilati. </p>
<p align="left">La sensazione di “naso tappato” e le difficoltà che i tamponi tradizionali causano, in particolare durante la deglutizione, sono ormai ricordi del passato.<strong> I tamponi nasali di nuova generazione sono forati</strong> e perciò consentono di <strong>respirare liberamente</strong>, e il loro rivestimento in materiale antiaderente,  corsparso di un apposito gel lubrificante, ci rende possibile <strong>rimuoverli dalle narici senza alcun dolore o trauma</strong>, né formazione di croste. </p>
<p align="left">In particolare, l'intervento di rinoplastica estetica non prevede la dimissione con il tampone nasale: noi dimettiamo il paziente senza tamponi, ma solo quando non vengono effettuate correzioni del setto e dei turbinati contemporaneamente alla rinoplastica. </p>
<p align="left">Questo principio vale anche per la sola correzione dei turbinati, dove l'impiego del laser non provoca sanguinamento nei tessuti, rendendo inutile l'uso dei tamponi.</p>
<p align="left">Il dolore della rinoplastica, residuo di tecniche e dispositivi che come abbiamo detto non utilizziamo, è dovuto in parte alla metodica chirurgica, e in parte alla tipologia dei tamponi. </p>
<p align="left">Le nuove tecniche operatorie, associate all'uso di analgesici, ci consentono oggi di <strong>controllare perfettamente il dolore sia al risveglio, sia nei giorni successivi all'intervento</strong>.</p>
<p align="left"><strong><a href="index.asp?MediaID=14">>> Guarda il video</a></strong></p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=43]]></link>
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<author>Gianfranco Bernabei, medico specialista in chirurgia plastica ed estetica</author>
<pubDate>Thu, 7 Apr 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'aumento non chirurgico di seno e glutei]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">L'aumento non chirurgico di seno e glutei viene eseguito in anestesia locale, tramite l'introduzione di un acido ialuronico a densit&agrave; molto alta, e a lentissimo riassorbimento, mediante una particolareago-cannula che attraversa la pelle. </p>
<p align="left">Questa metodica &egrave; ideale per riempire le zone del corpo che richiedono un incremento volumetrico, in particolare per <strong>migliorare la forma di una mammella o di un gluteo</strong>, e ottenere anche un certo <strong>gradevole risollevamento</strong>. </p>
<p align="left">Il <strong>risultato &egrave; assolutamente naturale e non percepibile al tatto</strong> perch&eacute; il materiale viene iniettato profondamente nei tessuti trattati. Si tratta di una tecnica non chirurgica <strong>assolutamente indolore</strong>, che <strong>non richiede degenza</strong> e pu&ograve; essere ripetuta. Lo speciale acido ialuronico che si impiega viene infatti riconosciuto dall'organismo e quindi metabolizzato (riassorbito) gradualmente nell'arco del tempo, &egrave; <strong>ottimamente tollerato</strong> e i dati scientifici dimostrano che a distanza di un anno dall'applicazione &egrave; ancora presente almeno il 60% del materiale impiantato. </p>
<p align="left">Questa tecnica &egrave; particolarmente adatta ad <strong>aumenti piccoli o medi</strong>, e sconsigliata per aumenti volumetrici molto consistenti che richiederebbero l'impiego di grandi quantit&agrave; di prodotto; infatti, a parte il costo elevato che priverebbe la tecnica di una sua ragion d'essere, l'uso estensivo del prodotto comporterebbe l'inconveniente di addensamenti di materiale nei tessuti, portando a risultati dall'aspetto innaturale.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=42]]></link>
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<author>Gianfranco Bernabei, medico specialista in chirurgia plastica ed estetica</author>
<pubDate>Thu, 7 Apr 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lifting della parte interna delle cosce ]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">L'inestetismo rappresentato dalla flaccidità dei tessuti sottocutanei dell'interno cosce, e dalla lassità (rilassamento) della pelle non più elastica, è l'indicazione per il lifting di questa regione. </p>
<p align="left">Il lifting dell'interno coscia è un intervento di chirurgia plastica che ha lo scopo di <strong>eliminare l'eccesso cutaneo della faccia interna della coscia, rassodandola e ringiovanendone l'aspetto</strong>. </p>
<p align="left">La procedura del moderno lifting dell'interno coscia è<strong> associata alla liposcultura</strong> della stessa, che si può estendere, se necessario, anche alla <strong>parte anteriore della coscia e fino al ginocchio</strong>, per ottenere un risultato armonioso e naturale. </p>
<p align="left">Le incisioni vengono effettuate nella piega inguinale e di conseguenza le cicatrici residue si mimetizzano in una piega, risultando <strong>nascoste o comunque poco visibili</strong>. </p>
<p align="left">La convalescenza postoperatoria è sovrapponibile a quella di una liposuzione effettuata nelle stesse aree, con in più una maggiore attenzione per l'igiene e la disinfezione delle ferite nei primi giorni successivi all'intervento. </p>
<p align="left">Nel complesso, l'intervento di lifting della parte superiore delle cosce richiede una settimana di convalescenza. </p>
<p align="left">La guaina elastica aiuta senz'altro la guarigione e il rassodamento dei tessuti operati.</p>
<p align="left">L'intervento, assolutamente non doloroso, si esegue preferibilmente anestesia generale, mentre per lifting non troppo estesi è sufficiente l'anestesia locale con sedazione. In entrambi i casi la <strong>dimissione è in giornata</strong> (day hospital). </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=41]]></link>
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<author>Gianfranco Bernabei, medico specialista in chirurgia plastica ed estetica</author>
<pubDate>Thu, 7 Apr 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Plastica del polpaccio]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">La protesi ai polpacci serve per migliorare e correggere, <strong>nell'uomo e nella don</strong>na,  inestetismi e difetti congeniti della gamba e del polpaccio: muscolatura troppo esile e poco sviluppata, gambe storte, asimmetrie dovute a problemi di sviluppo muscolare, per esempio esiti di poliomieliti, distrofie muscolari o interventi chirurgici in età infantile. </p>
<p align="left">L'intervento prevedem tramite un'incisione di pochi centimetri nella piega del cavo popliteo (dietro il ginocchio), l'introduzione di <strong>protesi appositamente disegnate</strong>, e con la forma e il volume appropriati a ogni singolo caso. </p>
<p align="left">L'intervento viene effettuato in anestesia generale o peridurale, richiede alcuni giorni di riposo e l'impiego di calze elastiche per i primi quindici giorni. </p>
<p align="left">Riprendere a camminare scioltamente richiede almeno dieci giorni perché le protesi, posizionate sotto i muscoli gemelli del polpaccio, provocano una certa dolenzia muscolare che regredisce con la ripresa dell'attività motoria. </p>
<p align="left">A guarigione completa le cicatrici non saranno evidenti. In futuro si può condurre una vita normale senza alcuna preclusione ad alcun tipo di attività fisica o sportiva. </p>
<p align="left"><strong><a href="index.asp?MediaID=3">>> Guarda il video</a></strong></p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=40]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=40</guid>
<author>Gianfranco Bernabei, medico specialista in chirurgia plastica ed estetica</author>
<pubDate>Thu, 7 Apr 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lipostruttura delle labbra]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Per chi è alla ricerca di un aumento volumetrico molto duraturo delle labbra, una nuova tecnica consente oggi di ottenere risultati al contempo stabili e assolutamente naturali. La lipostruttura delle labbra si ottiene, contrariamente alle tecniche convenzionali che impiegano materiali di sintesi, con <strong>grasso e fattori rigenerativi del paziente stesso</strong>. </p>
<p align="left">Il grasso prelevato da zone del corpo che presentano un eccesso di adiposità viene purificato per centrifugazione, secondo una collaudatissima tecnica chirurgica messa a punto dal Dr. Coleman, e in seguito viene unito a un fattore di crescita e di vascolarizzazione locale chiamato <strong><a href="index.asp?ItemID=38">PRP, plasma ricco di piastrine</a></strong>.</p>
<p align="left">Sono infatti sufficienti 10 ml di sangue, prelevati dal paziente all'inizio della procedura e trattati in appositi kit, per ottenere una concentrazione molto elevata di piastrine, ricche appunto di fattori di crescita, rigenerazione e neoangiogenesi, che consentono al grasso iniettato nelle labbra di impiantarsi in modo molto stabile, con<strong> un riassorbimento nel tempo prevedibile e contenuto</strong>. </p>
<p align="left">Questa metodica, che può essere eseguita solo in centri appositamente certificati, azzera qualsiasi rischio di rigetto, dato che si avvale solo ed esclusivamente di materiale organico che deriva dal paziente stesso. </p>
<p align="left">La lipostruttura è ideale per aumentare naturalmente il volume e il turgore delle labbra, che riacquistano istantaneamente <strong>un aspetto più giovane e gradevole mantenendo intatte sensibilità e morbidezza</strong>.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=39]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=39</guid>
<author>Gianfranco Bernabei, medico specialista in chirurgia plastica ed estetica</author>
<pubDate>Thu, 7 Apr 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il ringiovanimento con il plasma ricco di piastrine (PRP)]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">L'utilizzo del <strong>plasma ricco di piastrine o PRP</strong> (<em>Platelet Rich Plasma</em>) è una tecnica che soprattutto a causa degli alti costi era finora riservata solo all'ambito ospedaliero per le patologie importanti. Visti i risultati clinici ottenuti, e i progressi della ricerca biomedica negli ultimissimi anni, siamo ora in grado di estendere al campo della chirurgia e della medicina estetica l'applicazione di questa metodica che permette, con l'uso di apposita strumentazione dal costo abbordabile, di <strong>ottenere risultati fino a poco tempo fa inimmaginabili</strong>.</p>
<p align="left">Grazie alle sue proprietà rigeneranti, il PRP viene impiegato da più di dieci anni in moltissimi ambiti della medicina, tra i quali l'odontoiatria, la chirurgia maxillofaciale, la cardiochirurgia, l'ortopedia, l'oftalmologia, l'urologia, il trattamento di ulcere e piaghe, e così via. Ormai correntemente utilizzato in ambito estetico ultraspecialistico, il PRP  trova le sue principali indicazioni nella rigenerazione dei tessuti cutanei e sottocutanei per migliorare l'aspetto di aree quali:</p>
<p align="left">- guance<br />- pieghe naso-labiali<br />- zona oculare e perioculare ( palpebre, zampe di gallina, occhiaie)<br />- labbra<br />- fronte<br />- collo e pieghe cutanee del collo<br />- esiti delle cicatrici da acne<br />- décolleté<br />- dorso delle mani<br />- alopecia androgenetica (calvizie) </p>
<p align="left"><strong>Il plasma ricco di piastrine (PRP)<br /></strong>Il plasma è il componente liquido del sangue costituito soprattutto da siero (acqua, sali e altre sostanze), e agisce da vettore delle cellule. Oltre al plasma, il sangue è costituito dai globuli rossi – che trasportano l'ossigeno dai polmoni alle altre cellule del corpo, i globuli bianchi – che combattono le infezioni e uccidono i germi, e le piastrine, responsabili dell'omeostasi, della costruzione di nuovo tessuto connettivo, e della neovascolarizzazione.<strong> Il plasma ricco di piastrine o PRP è un potente e concentratissimo cocktail di fattori di crescita che stimolano la rigenerazione dei tessuti e la neoangiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni)</strong>. Proprio quest'ultima è una delle proprietà più importanti del PRP per le applicazioni in chirurgia e in medicina estetica, dove il corretto apporto di nutrimento ai tessuti è alla base dei loro processi rigenerativi. </p>
<p align="center"><img style="WIDTH: 306px; HEIGHT: 241px" border="0" alt="Alopecia" src="/public/sito/site/F2011321VRIZRJV-alopecia.jpg" width="350" height="269" /></p>
<p align="left">Un campione di sangue è composto in media al 93% di globuli rossi, al 6% di piastrine, e all'1% di globuli bianchi. Il vantaggio della concentrazione di piastrine che si ottiene con il PRP è evidente: i rapporti vengono rovesciati, riducendo al 5% la quantità di globuli rossi, poco utili nel processo di guarigione, e <strong>aumentando la quantità di piastrine fino al 94%</strong>. </p>
<p align="left">Presenti tra le altre cellule che l'organismo concentra nelle zone del corpo che devono guarire, le piastrine svolgono molte funzioni importanti, tra le quali il rilascio dei cosiddetti “fattori di crescita”. I fattori di crescita derivati dalle piastrine assistono il corpo nel fisiologico processo di riparazione, in quanto stimolano le cellule staminali a generare nuovo tessuto. In linea generale, maggiore è il numero di fattori di crescita coinvolti nel ringiovanimento cellulare, maggiore è il numero di cellule staminali stimolate a produrre tessuto; ecco perché il PRP rende il processo di stimolazione e rigenerazione tissutale più efficiente e più naturale rispetto a qualsiasi farmaco o filler iniettato. </p>
<p align="center"><font color="#999999">Clicca sull'immagine per ingrandirla</font></p>
<p align="center"><a class="highslide" onclick="return hs.expand(this)" href="/public/sito/site/Fj201103212484-PRP_01.jpg"><img border="0" alt="Plasma ricco di piastrine" src="/public/sito/site/Fj201103212484-PRP_01.jpg" width="250" height="171" /></a></p>
<p align="left">Grazie alla sua straordinaria concentrazione di piastrine, l'uso del PRP migliora i processi cellulari a molti livelli, che vanno dalla <strong>rigenerazione del derma</strong> alla <strong>formazione di collagene</strong>, fino alla produzione della matrice cellulare. Il risultato è <strong>una pelle che riguadagna vitalità: più liscia, più elastica, e decisamente più giovane</strong>.</p>
<p align="left"><strong>Plasma ricco di piastrine (PRP): la preparazione</strong></p>
<p align="center"><font color="#999999">Clicca sulle immagini per ingrandirle</font></p>
<p align="center"><a class="highslide" onclick="return hs.expand(this)" href="/public/sito/site/Fj201103212521-PRP_02.jpg"><img border="0" alt="Prelievo sangue dal paziente" src="/public/sito/site/Fj201103212521-PRP_02.jpg" width="120" height="82" /></a> <a class="highslide" onclick="return hs.expand(this)" href="/public/sito/site/Fj201103213678-PRP_03.jpg"><img border="0" alt="Isolamento delle piastrine" src="/public/sito/site/Fj201103213678-PRP_03.jpg" width="120" height="82" /></a> <a class="highslide" onclick="return hs.expand(this)" href="/public/sito/site/Fj201103213619-PRP_04.jpg"><img border="0" alt="Centrifugazione" src="/public/sito/site/Fj201103213619-PRP_04.jpg" width="120" height="82" /></a> <a class="highslide" onclick="return hs.expand(this)" href="/public/sito/site/Fj201103211164-PRP_05.jpg"><img border="0" alt="Isolamento piastrine" src="/public/sito/site/Fj201103211164-PRP_05.jpg" width="120" height="82" /></a> <a class="highslide" onclick="return hs.expand(this)" href="/public/sito/site/Fj201103211789-PRP_06.jpg"><img border="0" alt="Dove si applica" src="/public/sito/site/Fj201103211789-PRP_06.jpg" width="120" height="82" /></a></p>
<p>La procedura per produrre il PRP è stata enormemente semplificata con l'adozione di un protocollo che prevede l'impiego di speciali kit e di una apposita centrifuga. É infatti sufficiente una piccola quantità di sangue (10-15 cc) che il medico preleva al paziente per ottenere la concentrazione ideale, che si raggiunge introducendo il sangue nelle apposite provette che vengono centrifugate per alcuni minuti. Con questo metodo otteniamo, per separazione, il plasma contenente in alta concentrazione piastrine che, una volta attivate, produrranno i fattori di crescita. Il composto può essere iniettato sottopelle sia con tecnica mesoterapica, sia con la classica infiltrazione diretta nelle rughe o nelle pieghe cutanee. A differenza da qualsiasi filler di sintesi, il PRP è prodotto a partire da componenti provenienti dal paziente stesso, a garanzia della massima biocompatibilità e naturalità del trattamento, e senza rischi di intolleranza, allergia o altra reazione immunitaria.</p>
<p align="left"><em>Precauzioni</em>: un'eventuale terapia con antinfiammatori non steroidei deve essere sospesa nella settimana precedente il trattamento, e può essere ripresa a una settimana di distanza.</p>
<p align="left"><em>Controindicazioni</em>: piastrinopenia o altra patologia della coagulazione, infezione attiva, anemia o altra malattia ematologica.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=38]]></link>
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<author>Gianfranco Bernabei, medico specialista in chirurgia plastica ed estetica</author>
<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La scelta del chirurgo]]></title>
<description><![CDATA[<p>La parola &quot;plastica&quot; deriva dalla parola greca &quot;plastik&ograve;s&quot;, che significa <em>modellare</em> o <em>plasmare</em>. La chirurgia plastica consente infatti di modellare o rimodellare un corpo umano, e questa specializzazione chirurgica comprende sia la parte ricostruttiva, sia quella puramente estetica. Sotto la voce &quot;chirurgia plastica&quot; sono riuniti tutti gli interventi che modificano, riparano o migliorano l'aspetto estetico di lineamenti e forme. Si distinguono la <strong>Chirurgia Plastica Ricostruttiva</strong>, che apporta una trasformazione da uno stato &quot;anormale o patologico&quot; verso uno stato &quot;normale&quot;, correggendo per esempio le malformazioni congenite o i postumi di una bruciatura, di un morso, di un incidente o di una chirurgia distruttiva a seguito di un tumore; si tratta di identificare un difetto e di tendere verso il maggior miglioramento possibile, apportando per contro cicatrici e talvolta la necessit&agrave; di interventi ripetuti; e la <strong>Chirurgia Estetica</strong>, che fa passare il soggetto da una condizione &quot;normale&quot; a una esteticamente pi&ugrave; gradevole al di fuori da qualsiasi contesto di malattia. </p>
<p>Qualunque sia il tipo di intervento al quale si vorrebbe sottoporsi, uno dei fattori pi&ugrave; importanti &egrave; rappresentato dalla <strong>scelta del chirurgo</strong>. Come si pu&ograve; trovare un professionista qualificato, che abbia una buona formazione e un&rsquo;esperienza consolidata in Chirurgia Plastica?</p>
<p><strong>Primo passo: elaborare un elenco di buoni candidati</strong>. Ma come e dove trovarli? Le fonti informative sono molte, e tutte vanno analizzate con saggezza:</p>
<p>- <strong>gli amici</strong>. Se conoscete qualcuno che si &egrave; gi&agrave; sottoposto a un intervento identico o simile a quello cui vorreste sottoporvi, parlate diffusamente con questa persona e raccogliete informazioni, ma non basate la vostra scelta finale sull&rsquo;esperienza di un solo individuo. Ogni paziente &egrave; un caso a s&eacute;, come lo &egrave; ogni chirurgo - i risultati ottenuti su una persona possono anche non essere replicabili esattamente su un&rsquo;altra;</p>
<p>- <strong>il medico di famiglia</strong>. Molto probabilmente conosce un chirurgo plastico al quale vi sapr&agrave; indirizzare;</p>
<p>- <strong>i media</strong>. Non necessariamente alla visibilit&agrave; mediatica corrisponde il livello di bravura di un chirurgo plastico. Attenzione in particolare alle dichiarazioni a effetto che preconizzano risultati strabilianti (con fotografie di prima e dopo iperbolici), a chi promette cambiamenti rivoluzionari,<br />a chi si vanta di aver operato personaggi famosi, a chi promuove dilazioni di pagamento o pratica prezzi stracciati; lo specialista affermato non ha bisogno di ricorrere a questi artifici, e tiene in primo luogo all&rsquo;etica professionale. </p>
<p><strong>Secondo passo: la verifica delle credenziali</strong><br />Prima di tutto, verificare che il medico sia effettivamente tale, cio&egrave; iscritto all&rsquo;Ordine dei Medici Chirurghi. Per verificare questo requisito, &egrave; sufficiente informarsi direttamente dall&rsquo;Ordine Provinciale corrispondente, oppure via internet inserire il nome e il cognome del medico nel modulo contenuto in questo link della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCEO):</p>
<p><a href="http://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.ot" target="_blank">http://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.ot</a></p>
<p>Ulteriori informazioni sono disponibili consultando il sito della Societ&agrave; Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica: <a href="http://www.sicpre.org" target="_blank"><strong>www.sicpre.org</strong></a> </p>
<p>Infine, informarsi sulle attrezzature, la qualit&agrave; e l&rsquo;adeguamento alle norme di sicurezza della struttura nella quale si sar&agrave; operati.</p>
<p>Ricordiamo che un buon curriculum non garantisce il successo dell&rsquo;intervento, ma quanto meno ne aumenta sensibilmente le probabilit&agrave;. Un chirurgo plastico iscritto ad almeno una societ&agrave; specializzata offre maggiori garanzie rispetto agli altri, soprattutto rispetto alla specializzazione post-laurea; non &egrave; infatti possibile aderire a una societ&agrave; o associazione di chirurgia plastica senza aver conseguito la necessaria specializzazione. Inoltre, le societ&agrave; mediche promuovono un intenso scambio di informazioni tra i propri iscritti attraverso congressi e simposi - un&rsquo;ulteriore garanzia di costante aggiornamento nelle tecniche chirurgiche - e prescrivono standard etici obbligatori che ciascun membro &egrave; tenuto a seguire. </p>
<p><strong>Terzo passo: la prima visita</strong><br />Una volta messa a punto una lista di due o tre chirurghi, non resta che farsi visitare. Solo cos&igrave; si potranno mettere a confronto le personalit&agrave;, le opinioni e i comportamenti, gli onorari e la capacit&agrave; di rispondere chiaramente alle domande e di spiegare i rischi. Non abbiate paura di fare domande, anche quelle che vi sembrano banali; anzi, per non dimenticarne neppure una, scrivetele. Qualche piccolo consiglio per il consulto iniziale: il chirurgo dovr&agrave; indagare le vostre aspettative e discuterle con voi, alla ricerca della soluzione migliore e pi&ugrave; indicata per il vostro caso. Quando appropriato, dovr&agrave; essere in grado di offrirvi delle alternative senza spingervi o incoraggiarvi a sottoporvi a interventi non necessari. Sar&agrave; visibilmente abituato a rispondere alle domande dei pazienti anche riguardo alla sua formazione, alle sue qualifiche, esperienze, onorari e modi di pagamento. Vi illustrer&agrave; non solo i rischi eventuali connessi all&rsquo;intervento al quale vorreste sottoporvi, ma vi spiegher&agrave; anche le possibili complicazioni. Le fotografie pre- e post-operatorie di interventi eseguiti su altri pazienti non costituiscono una garanzia che voi otterrete lo stesso risultato. Il chirurgo &egrave; l&igrave; per assistervi e consigliarvi, ma la decisione finale &egrave; sempre e solo vostra.</p>
<p><strong>Quarto passo: ora tocca a voi</strong><br />Avete scelto il &ldquo;vostro&rdquo; chirurgo tra almeno due o tre, avete controllato le sue credenziali, vi ispira fiducia, siete soddisfatti della prima visita, ed eventualmente di quelle successive, le vostre aspettative sono state chiarite e avete una visione realistica del risultato che potrete ottenere, avete raccolto tutte le informazioni utili sul tipo di intervento e sul post-operatorio, sapete a quali esami dovete sottoporvi prima dell&rsquo;operazione, costi e modalit&agrave; di pagamento sono chiari e definiti. Non vi resta che scegliere una data&hellip; </p>
<p><strong>Dove farsi operare</strong><br />L&rsquo;attuale filosofia della chirurgia plastica tende a semplificare le procedure chirurgiche per ridurre al massimo i tempi di ricovero e di recupero post-operatorio. Ci&ograve; non toglie che <strong>qualunque intervento deve essere eseguito in una struttura adeguata</strong>. Nelle strutture adibite esclusivamente alla chirurgia plastica, il paziente avr&agrave; la certezza che nella clinica vengono operate solo persone sane, sar&agrave; certo di ottenere un&rsquo;attenzione totale e personalizzata con tempi di ricovero ridotti al minimo indispensabile, in un ambiente nel quale viene garantita non solo la sicurezza, ma anche la privacy pi&ugrave; assoluta. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=37]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=37</guid>
<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Tue, 5 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli aspetti psicologici della chirurgia estetica]]></title>
<description><![CDATA[<p>Ciascuno di noi ha una propria immagine corporea, una percezione del proprio aspetto e di come si presenta agli altri. Le persone che hanno di s&eacute; un&rsquo;immagine corporea positiva tendono a sentirsi pi&ugrave; sicure di s&eacute; nelle relazioni con gli altri e in tutte le attivit&agrave; sociali e si sentono a proprio agio in qualunque rapporto. Per chi invece non &egrave; soddisfatto del proprio aspetto o di parti di esso, le interazioni con gli altri sono spesso un po&rsquo; pi&ugrave; complicate. La chirurgia estetica stimola e promuove un&rsquo;immagine forte e positiva di se stessi perch&eacute; i<strong> piccoli miglioramenti esteriori possono trasformarsi in grandi cambiamenti interiori</strong> che restituiscono alle persone una rinnovata fiducia in se stesse e, non di rado, una nuova gioia di vivere.</p>
<p>Ricordando che la chirurgia estetica induce cambiamenti spesso permanenti e talvolta importanti, &egrave; essenziale avere le idee chiare riguardo ai benefici che ci si aspetta dall&rsquo;intervento, sia sotto il profilo fisico sia sotto quello psicologico. Prima ancora di consultare il chirurgo, il paziente dovr&agrave; riflettere sulla propria condizione attuale e sulle sue aspettative. Di seguito riportiamo alcune considerazioni che ci sembrano importanti per sottolineare gli aspetti psicologici della chirurgia estetica che &egrave; una &ldquo;<strong>chirurgia dell&rsquo;anima</strong>&rdquo;, molto pi&ugrave; spesso di quanto si pensi. E pur non pretendendo di rispondere a tutte le domande, perch&eacute; ci saranno sempre elementi soggettivi che andranno considerati per ogni singolo paziente, ci impegniamo fin da ora a chiarire tutti i dubbi che questo testo non pu&ograve; esaurire.</p>
<p><strong>Il candidato ideale per la chirurgia estetica</strong><br />Se state pensando di sottoporvi a un intervento di chirurgia estetica, siate sinceri con voi stessi. Perch&eacute; desiderate operarvi? Quali sono gli obiettivi che vorreste raggiungere, quali sono le vostre aspettative riguardo ai risultati? Per la chirurgia estetica, esistono a grandi linee due tipi di &ldquo;buoni&rdquo; candidati: </p>
<ul>
    <li>del <strong>primo gruppo</strong> fanno parte le persone con un&rsquo;autostima salda ma infastidite da alcuni aspetti fisici che desiderano correggere o migliorare. Dopo l&rsquo;intervento, questi pazienti sono soddisfatti del risultato che non fa altro che rinforzare l&rsquo;immagine positiva che avevano gi&agrave; di se stessi. </li>
    <li>del <strong>secondo gruppo</strong> fanno parte pazienti con difetti fisici pi&ugrave; o meno importanti che nel tempo hanno diminuito la loro autostima. Questi pazienti fanno pi&ugrave; fatica ad adattarsi ai risultati post-operatori e, il recupero di un&rsquo;immagine corporea positiva, &egrave; un processo un po&rsquo; pi&ugrave; lungo. Tuttavia anche in questo caso, dopo un periodo di adattamento, l&rsquo;immagine di s&eacute; risulta fortificata dall&rsquo;esperienza chirurgica. </li>
</ul>
<p>La chirurgia estetica non si insister&agrave; mai abbastanza su questo fatto - &egrave; in grado di promuovere un benessere non solo fisico ma anche psicologico. Chi invece l&rsquo;affronta nella speranza di indurre un cambiamento in un&rsquo;altra persona, rischia grandi delusioni; gli amici e le persone care potranno rispondere positivamente al cambiamento ma questo riguarder&agrave; sempre e in primo luogo la persona stessa e solo secondariamente gli altri.</p>
<p><strong>Per molti, ma non per tutti</strong><br />Non tutti presentano il profilo psicologico ideale per affrontare un intervento di chirurgia estetica cos&igrave; come non esistono indicazioni fisiche assolute per una procedura o per l&rsquo;altra. L&rsquo;esperienza del chirurgo lo aiuter&agrave; a identificare i pazienti problematici fin dal primo incontro e in alcune situazioni, egli potr&agrave; rifiutarsi di intervenire. Talvolta pu&ograve; essere importante che il paziente si sottoponga a una valutazione psicologica che lo aiuti a scoprire le sue vere motivazioni, delle quali non sempre si &egrave; consapevoli. Questa indicazione, che a prima vista pu&ograve; sembrare superflua, &egrave; invece utilissima per prevenire interventi &ldquo;inutili&rdquo; e inevitabili frustrazioni post-operatorie.</p>
<p>Con le debite eccezioni, &egrave; possibile tracciare un <strong>breve ritratto</strong> dei pazienti che non dovrebbero operarsi:</p>
<p>persone in crisi, per esempio sull&rsquo;orlo di un divorzio, dopo la perdita di un congiunto o del posto di lavoro. Questi individui potrebbero infatti mirare a obiettivi diversi dal miglioramento dell&rsquo;aspetto fisico e che perci&ograve;, eccedono quelli ottenibili con un intervento di chirurgia plastica. Fanno parte di questo gruppo pazienti che hanno <strong>aspettative fantasiose</strong>, quelli che vogliono assomigliare a qualcun altro per uno o pi&ugrave; dettagli del proprio aspetto, che desiderano acquistare &ldquo;lo stile&rdquo; o l&rsquo;identit&agrave; di un&rsquo;altra persona, per esempio un divo o una diva dello spettacolo o dello sport; persone che cercano di recuperare condizioni fisiche perfette dopo un incidente grave, o che rincorrono l&rsquo;aspetto che avevano decenni prima; <strong>gli eterni insoddisfatti</strong>, quelli che consultano un chirurgo dopo l&rsquo;altro alla ricerca affannosa di una risposta che non avranno mai. In genere questi individui cercano dalla chirurgia estetica soluzioni che questa non &egrave; in grado di fornire e cercano di risolvere, agendo sul corpo, problemi che con il fisico hanno poco o niente a che vedere. Sono inadatte alla chirurgia estetica anche <strong>le persone ossessionate da un difetto minimo</strong> o irrilevante, che proiettano sulla sua correzione la soluzione di tutti i loro problemi; e infine, i soggetti con squilibri mentali, con comportamenti depressivi o paranoici. </p>
<p><strong>La prima visita</strong><br />Durante il consulto iniziale, il chirurgo vi chieder&agrave; di indicare le imperfezioni che vorreste correggere e i risultati che vorreste ottenere. <strong>La sincerit&agrave; &egrave; d&rsquo;obbligo</strong>. Esprimete liberamente desideri e perplessit&agrave;, incertezze, dubbi, fate tutte le domande del caso. Vi sar&agrave; chiesto da quanto tempo avete questo desiderio di cambiare qualcosa del vostro aspetto e la motivazione che vi ha spinto a ci&ograve;. Alla fine dell&rsquo;incontro si dovr&agrave; avere la sensazione di essere stati capiti e si sar&agrave; sviluppata, nei confronti del chirurgo, una tranquilla fiducia. Non insistete sulla correzione di un difetto funzionale (per esempio una cattiva respirazione) se il vostro obiettivo &egrave; soprattutto estetico (avere un naso pi&ugrave; carino).</p>
<p><strong>La scelta del momento ideale</strong><br />Un intervento chirurgico provoca sempre un po&rsquo; di stress e pu&ograve; interferire con il ritmo delle attivit&agrave; quotidiane. Perci&ograve; la scelta del periodo durante il quale sottoporsi all&rsquo;operazione dovr&agrave; idealmente ricadere su momenti nei quali non si &egrave; troppo provati fisicamente o emotivamente. La sincerit&agrave;, ancora una volta, aiuta a scegliere con il chirurgo il periodo &ldquo;giusto&rdquo;, dopo aver considerato insieme i vari aspetti degli impegni personali e professionali del paziente.</p>
<p><strong>Abituarsi al cambiamento</strong><br />L&rsquo;abitudine al proprio nuovo aspetto non &egrave; immediata, soprattutto se i cambiamenti sono stati intensi; anche se desiderate, queste alterazioni richiedono un certo <strong>adattamento</strong> - un periodo di tempo durante il quale si riformula una nuova immagine di s&eacute;. Le procedure di chirurgia estetica possono cambiare l&rsquo;aspetto in misura pi&ugrave; o meno percettibile ed &egrave; possibile che per qualche giorno o settimana l&rsquo;immagine riflessa dallo specchio non sia molto familiare...</p>
<p><strong>La depressione post-operatoria</strong><br />Immediatamente dopo un intervento di chirurgia estetica, alcuni pazienti provano una transitoria sensazione di perdita o di tristezza. Questa condizione temporanea pu&ograve; trasformarsi in una depressione post-operatoria, peraltro molto rara. La malinconia si manifesta spesso a partire dal terzo giorno successivo all&rsquo;intervento quando il paziente ha ripreso almeno in parte le sue normali attivit&agrave;, il risultato definitivo &egrave; ancora lontano e l&rsquo;immagine riflessa dallo specchio &egrave; alterata da gonfiori o piccole ecchimosi. Questo stato psicologico pu&ograve; durare per qualche giorno o per qualche settimana in funzione delle condizioni psicologiche di base del paziente. In genere il contatto con il chirurgo nel post-operatorio allevia questa fase di tristezza e impedisce l&rsquo;aggravarsi della condizione. Inoltre, le piccole passeggiate all&rsquo;aperto e soprattutto la vicinanza delle persone care, contribuiscono a risolvere il problema pi&ugrave; rapidamente.&nbsp; </p>
<p><strong>Il supporto degli altri</strong><br />Nel periodo post-operatorio la vicinanza emotiva delle persone care, parenti o amici, &egrave; molto importante. Durante i primi giorni o le prime settimane, in funzione dell&rsquo;entit&agrave; dell&rsquo;operazione, &egrave; facile sentirsi ansiosi e preoccupati e <strong>una buona compagnia &egrave; davvero di grande aiuto</strong>. State alla larga invece dalle persone negative, ipercritiche e da quelle che non tollerano la vista dei punti, ecc.</p>
<p><strong>Come far fronte alle critiche</strong><br />Pi&ugrave; l&rsquo;intervento &egrave; visibile e radicale, pi&ugrave; &egrave; facile ricevere commenti del tipo &ldquo;ti preferivo prima&rdquo;, oppure &ldquo;non avevi bisogno di operarti&rdquo;. Le motivazioni di questo tipo di critiche sono le pi&ugrave; diverse e spesso sono inconsce; ci&ograve; non toglie che possono aggiungere alla convalescenza uno stress ulteriore e del tutto inutile. Non aspettatevi complimenti - in genere le persone sono pi&ugrave; generose con le critiche che con le buone parole - non affannatevi a difendere la vostra scelta di operarvi, ricordate che subito dopo l&rsquo;operazione i risultati che vedete non sono quelli definitivi e che i commenti negativi che vi vengono rivolti riguardano un aspetto transitorio, destinato inevitabilmente a migliorare. Abbiate pazienza, ricordate che vi siete operati per fare del bene a voi stessi e non per compiacere o sorprendere gli altri, cercate aiuto e conforto nelle persone che vi vogliono bene e che vi sono emotivamente vicine. <strong>Restate concentrati sui vostri obiettivi</strong>, richiamate alla memoria le ragioni che vi hanno portato a questa scelta e non dimenticate, che almeno in questo frangente, <strong>il tempo lavora a vostro favore</strong>. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=36]]></link>
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<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Tue, 5 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Iperidrosi ascellare]]></title>
<description><![CDATA[<p>Si definisce<strong> iperidrosi</strong> una eccessiva sudorazione causata da una iperfunzione delle ghiandole deputate alla produzione di sudore. Bromidrosi è invece un termine con cui si definisce il cattivo odore che assume la pelle a causa dei processi di decomposizione del sudore ad opera di enzimi batterici.</p>
<p>L’iperidrosi colpisce una percentuale molto alta di persone, uomini e donne, e può avere origini diverse: costituzionali, psicologiche, emotive, ecc. A volte l'iperidrosi può essere un sintomo di un'altra malattia già nota, come ad esempio l'ipertiroidismo, o, più raramente, di un'affezione del sistema nervoso centrale, o di una condizione come l'obesità o la menopausa (iperidrosi secondaria).</p>
<p>L'iperidrosi può essere <strong>generalizzata</strong>, quando colpisce tutto il corpo, o <strong>localizzata</strong>, quando si limita solo ad alcune particolari zone (ascelle, mani, piedi). Quando ad essere colpite sono parti del corpo come il palmo delle mani e la pianta del piede, l’iperidrosi ha generalmente un'origine psicologica. Si parla in questo caso di iperidrosi primaria. Chi ne è colpito suda abbondantemente durante tutto l’anno, anche a basse temperature. </p>
<p>Nei rapporti interpersonali l'iperidrosi rappresenta un vero e proprio problema; soprattutto quando colpisce le ascelle. Può essere anche causa di imbarazzo nella vita professionale. Le aree colpite sono predisposte all'insorgenza di infiammazioni o macerazioni cutanee; i vestiti vengono macchiati e danneggiati permanentemente da aloni o macchie indelebili. Ma anche al di là dei casi di iperidrosi vera, sono sempre di più le persone che sudano normalmente (cioè "quando fa caldo"), e che scelgono di inattivare per il periodo estivo la sudorazione ascellare, per la semplice comodità di sentirsi asciutte, fresche e presentabili anche in condizioni di caldo-umido intenso.</p>
<p><strong>Come trattarla?</strong> <br />La cura è praticamente indolore se eseguita a livello delle ascelle, dove viene applicata, qualche minuto prima, una specifica crema anestetizzante. A livello palmare o plantare invece deve essere fatta un'anestesia locale, data la particolare sensibilità de queste aree. Viene poi praticata una serie di piccole, brevissime iniezioni di tossina botulinica opportunamente diluita, su tutta la superficie da trattare.</p>
<p>I benefici compaiono dai 2 a 7 giorni dall'inizio della terapia, e persistono per un periodo variabile dai 4 ai 12 mesi. I risultati migliori si ottengono nei casi di iperidrosi ascellare: viene riportata nella letteratura medica specifica un drastico miglioramento in più del 95% dei casi trattati. Nella iperidrosi palmare o plantare i risultati sono meno soddisfacenti, con un 30% circa dei pazienti che non risponde al trattamento e con una durata degli effetti intorno ai 4 mesi. Per questo viene proposto solo per alleviare i sintomi durante il periodo estivo. A livello ascellare non sono descritti effetti collaterali. Per le mani, può raramente manifestarsi un temporaneo indebolimento delle dita, che persiste al massimo per due settimane.</p>
<p><strong>Alternative<br /></strong>Nella minoranza dei casi che non abbiano tratto sufficiente beneficio, l'alternativa di prima scelta è un intervento chirurgico conosciuto con il nome di "simpatectomia endoscopica toracica". Si tratta di un intervento di invasività minima, eseguibile anche in Day Hospital. La tecnica endoscopica é molto sicura, se eseguita da un chirurgo esperto. Questo tipo di procedura porta alla cura definitiva del disturbo in quasi il 100% dei pazienti trattati, lasciando soltanto una piccola cicatrice nell'ascella.</p>
<blockquote dir="ltr" style="MARGIN-RIGHT: 0px">
<p><strong>TERAPIA MEDICA DELL’IPERIDROSI ASCELLARE </strong></p>
<p>L’unica cura medica efficace, anche se con risultati temporanei (6 mesi), viene recentemente praticata utilizzando la tossina botulinica, meglio conosciuto con uno dei nomi commerciali (Botox). E’ la stessa sostanza che si usa per attenuare le rughe frontali e quelle intorno agli occhi, e che qui invece inibisce la produzione di sudore da parte delle ghiandole apocrine. </p>
<p>La metodica prevede microiniezioni di Botox, praticate “a scacchiera” a circa 1,5 cm l’una dall’altra, tramite un sottilissimo ago nella cute della regione ascellare. Il trattamento, preceduto dall’applicazione di una pomata anestetica, é eseguito ambulatorialmente e richiede dai 20 ai 30 minuti per le due ascelle. </p>
<p>Il paziente riprende immediatamente le normali attività e dopo 3-4 giorni potrà apprezzare il beneficio della scomparsa della sudorazione. L’unico inconveniente é ripetere il trattamento dopo 6 mesi se si desidera continuare a non sudare.</p>
</blockquote>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=35]]></link>
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<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Tue, 5 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trattamento non chirurgico della cellulite]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Endermologie</strong></p>
<ul>
    <li>è un trattamento che si avvale dell'utilizzo di un macchinario avanzatissimo che combina vari tipi di massaggio (linfodrenante, connettivale, peristaltico etc) continuo o pulsato, con un efficace sistema di vacuoterapia </li>
    <li>è una metodica non invasiva, piacevole e rilassante, eseguita indossando una sottilissima calzamaglia elastica per evitare il contatto diretto con le mani dell'operatrice e con il manipolo a rulli dell'apparecchio: consiste in un massaggio con endermostimolazione che mobilita i liquidi del tessuto sottocutaneo </li>
    <li>è indicato per la correzione della cellulite e del grasso localizzato </li>
    <li>è anche indicato in alternativa o come coadiuvante al pre- e post-operatorio degli interventi di lipoaspirazione dell'addome, delle cosce, delle ginocchia e del rimodellamento chirurgico del contorno corporale (body contouring) </li>
    <li>riduce i noduli di formazione cicatriziale dopo un intervento o un rimodellamento chirurgico dei contorni del corpo </li>
    <li>effettua un drenaggio linfatico che migliora i risultati di qualunque intervento di chirurgia estetica </li>
</ul>
<blockquote dir="ltr" style="MARGIN-RIGHT: 0px">
<p><img alt="Endermologie" src="/public/sito/site/F200955300655V-endermologie.jpg" border="0" /></p>
<p><font color="#808080">© endermologie</font><br /></p>
</blockquote>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=34]]></link>
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<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Tue, 5 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lipo-filling (Tecnica di Coleman)]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>Il lipo-filling (innesto di grasso autologo)</strong><br />Fin dalle prime lipoaspirazioni si è pensato di riutilizzare il grasso estratto dai pazienti per reiniettarlo in altre zone del corpo per riempirle. Questa tecnica di reiniezione di grasso autologo, cioè proveniente dal paziente stesso, chiamata lipo-filling, per lungo tempo ha dato risultati deludenti perché il grasso reiniettato aveva tendenza a riassorbirsi in proporzioni importanti, rendendo i risultati aleatori ed effimeri. Di tappa in tappa, i risultati sono migliorati progressivamente, ma è soprattutto a partire dal 1995 che la reiniezione di grasso autologo è diventata un metodo davvero affidabile, grazie alla tecnica di purificazione detta "<strong>liporistrutturazione di Coleman</strong>". Il principio operatorio consiste nel realizzare un vero e proprio autotrapianto di cellule adipose. Il lipo-filling è applicabile a un gran numero di depressioni naturali o post-traumatiche. Le indicazioni e gli obiettivi di questo tipo di intervento sono i seguenti:</p>
<p><strong>Indicazioni di ordine estetico</strong>:<br />- riempimento e attenuazione di alcune rughe, soprattutto a livello del viso;<br />- aumento della "pienezza" di un viso smagrito, o ai primi stadi dell'invecchiamento facciale;<br />- restauro dei volumi e delle forme del viso, per esempio reso "emaciato" dall'invecchiamento;<br />- come complemento associato ad alcuni lifting cervicofacciali, per migliorare l'armonia del viso;<br />- secondariamente, dopo un primo lifting, per migliorare la compattezza del terzo medio del viso senza ricorrere a un nuovo lifting.</p>
<p><strong>Indicazioni in chirurgia ricostruttiva</strong><br />- riempimento di una depressione dei tessuti a seguito di un trauma;<br />- correzione di irregolarità secondarie a una lipoaspirazione mal riuscita.</p>
<p>Il <strong>lipo-filling</strong>, o liporistrutturazione, che avviene in anestesia locale, è un vero intervento chirurgico che deve perciò venire eseguito da un chirurgo plastico competente e qualificato, formato specificamente a questo tipo di tecnica che eserciterà in un contesto realmente chirurgico. Prima dell'intervento verrà realizzato uno studio minuzioso, clinico e fotografico, delle correzioni da apportare. Soprattutto in materia di lipo-filling per il ringiovanimento facciale, è importante confrontare fotografie del/della paziente da giovane all'aspetto attuale, per verificare le modalità di invecchiamento. Nei 10 giorni precedenti l'intervento il paziente dovrà evitare di assumere farmaci contenenti Aspirina. </p>
<p>Ogni chirurgo adotta la tecnica che gli è propria e la adatta a ciascun caso specifico per ottenere i migliori risultati. Tuttavia, esistono dei <strong>princìpi chirurgici comuni</strong>:</p>
<p>- si identificano con precisione le zone dalle quali prelevare il grasso e i siti di reiniezione;<br />- il prelievo di tessuto adiposo viene effettuato in maniera atraumatica per microincisione nascosta nelle pieghe naturali del corpo, con una cannula di aspirazione molto sottile;<br />- il grasso prelevato viene centrifugato per qualche minuto, in modo da separare le cellule grasse intatte, che saranno trapiantate, dagli elementi che non sono trapiantabili;<br />- la reiniezione avviene attraverso incisioni microscopiche (circa 1 mm), grazie a una microcannula. </p>
<p>Si procede all'iniezione di microparticelle di grasso su piani diversi e in direzioni multiple e divergenti per aumentare la superficie di contatto tra le cellule impiantate e i tessuti riceventi, al fine di assicurare la sopravvivenza delle cellule adipose trapiantate. </p>
<p>Trattandosi di un vero prelievo di cellule viventi, e sotto riserva che la tecnica sia eseguita correttamente e il trapianto effettivo, le cellule trapiantate continueranno a vivere all'interno dell'organismo; ciò rende il lipo-filling una <strong>tecnica definitiva</strong>, poiché le cellule adipose trapiantate vivranno tanto a lungo quanto tutti i tessuti che le circondano. La durata dell'intervento dipende dalla quantità di grasso da reiniettare e dal numero di siti da trattare; in linea di massima, può variare da 30 minuti a due ore. </p>
<p>Il post-operatorio non è particolarmente doloroso. Durante le 48 successive all'intervento può comparire un gonfiore dei tessuti (edema), che si riassorbe spontaneamente entro 5-15 giorni. I lividi sono presenti nelle prime ore nelle zone di reiniezione, ma anche questi si riassorbono in qualche giorno. Il recupero fisico è in genere rapido grazie al carattere leggero e superficiale dell'intervento. Sono da preservare dall'esposizione al sole e alle lampade solari le zone trattate per un periodo di almeno 4 settimane, per evitare i rischi di pigmentazione definitiva. Dopo il riassorbimento dell'edema e delle ecchimosi, il risultato inizia a comparire entro le 2-3 settimane successive all'intervento. Il risultato definitivo è visibile entro 3-6 mesi, ed è in genere molto soddisfacente. Tuttavia, il risultato si deteriorerà progressivamente, seguendo l'arco naturale dell'invecchiamento dei tessuti. Le imperfezioni localizzate che dovessero eventualmente presentarsi sono molto limitate e non possono essere considerate vere e proprie complicazioni: ipocorrezione localizzata (correzione insufficiente), lieve asimmetria, irregolarità. Sono correggibili con piccoli ritocchi complementari di lipo-filling in anestesia locale a partire dal sesto mese dopo l'operazione. Le vere complicazioni sono rarissime dopo un lipo-filling di qualità: l'infezione è prevenuta dall'assunzione preventiva di antibiotici prima e dopo l'intervento. Per quanto rara, è possibile che si verifichi una iper-correzione, cioè la reiniezione di una quantità eccessiva di grasso che a sua volta provoca un eccesso antiestetico di volume; anche in questo caso la correzione avviene per via chirurgica con piccoli ritocchi locali.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=33]]></link>
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<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Tue, 5 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I filler per le labbra]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">I filler sono sostanze di sintesi (cio&egrave; non di origine animale) impiegate con successo da molti anni in tutto il mondo. Vengono iniettate nelle labbra e nella cute circostante con sottilissimi aghi, e riempiono depressioni, rughe e avallamenti del tessuto <strong>rendendo la pelle liscia sia al tatto, sia alla vista</strong>. </p>
<p align="left">Possono essere utilizzate anche per <strong>ridisegnare </strong>in modo pi&ugrave; netto e definito <strong>il contorno delle labbra</strong>, senza alcun effetto di riempimento. </p>
<p align="left">I filler di nuova generazione hanno tempi di riassorbimento tendenzialmente sempre pi&ugrave; lunghi, e contrariamente a quanto spesso si pensa, proprio il fatto che siano riassorbibili, e che quindi il trattamento possa essere ripetuto senza rischi, rende possibile adattare la tecnica agli inevitabili cambiamenti del viso nel tempo, e garantire cos&igrave; <strong>la massima armonia tra le zone trattate e il resto dei tessuti</strong>. </p>
<p align="left">Esistono <strong>diverse formulazioni</strong>: </p>
<p align="left">- il gel, una soluzione ma particolarmente indicata per la <strong>definizione del contorno delle labbra</strong> e per eliminare le pieghe poco profonde </p>
<p align="left">- le perle, efficaci per correggere i solchi e le depressioni, <strong>il volume delle labbra</strong> o un mento sfuggente</p>
<p align="left">- il fluido, perfetto per ridefinire il contorno delle labbra e l&rsquo;arco di Cupido (la parte centrale del labbro superiore) e per correggere <strong>le rughe pi&ugrave; sottili</strong>, come quelle d&rsquo;espressione verticali, e le pieghe nasogeniene (che dal naso scendono ai lati della bocca).</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=32]]></link>
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<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Thu, 7 Apr 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I peeling]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">In medicina estetica esistono vari tipi di peeling, ciascuno con specifiche caratteristiche e proprietà che lo rendono adatto a trattare un particolare tipo di inestetismo. Distinguiamo così tra vari trattamenti, tutti ambulatoriali e che permettono la ripresa delle normali attivitàè quotidiane il giorno successivo al trattamento, ciascuno con la sua indicazione specifica: </p>
<ul>
    <li>
    <div align="left">soft peeling </div>
    </li>
    <li>
    <div align="left">peeling con acido tricloracetico</div>
    </li>
    <li>
    <div align="left">peeling specifici post-acne</div>
    </li>
    <li>
    <div align="left">peeling schiarenti</div>
    </li>
</ul>
<p align="left">Il soft peeling utilizza tutti gli acidi derivati dalla frutta, per esempio <strong>l'acido glicolico</strong>. Come suggerisce il nome, il <strong>soft peeling</strong> è una tecnica ambulatoriale che associa all'<strong>esfoliazione progressiva</strong>, dolce e delicata, la <strong>stimolazione e l'accelerazione dei processi di rigenerazione</strong> degli strati cutanei più superficiali, migliorando l'elasticità della pelle. La combinazione delle capacità leviganti e stimolanti del soft peeling lo rende adatto a eliminare gradualmente i segni del fotoinvecchiamento, correggere l'aspetto opaco, ispessito e ruvido della cute, schiarire le macchie solari o da invecchiamento, e migliorare le rughe sottili del volto.</p>
<p align="left">Efficace e non traumatico, questo peeling non causa cicatrici ed<strong> è adatto a tutte le aree del viso</strong> (compresa la zona perilabiable), del <strong>collo e del décolleté</strong>, cui restituisce <strong>un aspetto più giovane</strong>, <strong>uniforme e attraente</strong>.</p>
<p align="left">A questo proposito è importante sottolineare come qualsiasi <strong>peeling</strong>, indipendentemente dal tipo di agente attivo impiegato, non è un evento che si esegue isolatamente, ma è <strong>parte di un protocollo di trattamento che prevede l'uso domiciliare di speciali creme</strong>, che prima del peeling preparano la pelle al trattamento, e dopo il peeling contribuiscono a mantenere nel tempo il risultato ottenuto.</p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=31]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=31</guid>
<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Thu, 7 Apr 2011 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il laser soft]]></title>
<description><![CDATA[<p align="left">Questo trattamento ambulatoriale dolce e poco invasivo si avvale di un particolare tipo di laser che emette una luce capace di agire a pi&ugrave; livelli, e in particolare, di <strong>stimolare la naturale produzione di collagene ed elastina</strong> da parte dell'organismo. </p>
<p align="left">Queste due sostanze, il cui rilascio &egrave; favorito dall'azione del laser,<strong> riparano i danni cutanei provocati dal sole o dall'inveccchiamento</strong>, migliorano le caratteristiche superficiali della zona trattata, <strong>compattano e levigano</strong> sia le labbra, sia la pelle che le circonda. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=28]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=28</guid>
<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Tue, 5 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riempimento non chirurgico delle rughe]]></title>
<description><![CDATA[<p>Consiste nel riempire rughe e depressioni facciali col proprio grasso (lipofilling) o con prodotti estranei all'organismo: i filler (riassorbibili o permanenti). </p>
<ul>
    <li>è indicato per persone con rughe facciali molto profonde e sottili rughe sulle labbra </li>
    <li>è indicato anche per aumentare lo spessore delle labbra in soggetti con labbra molto sottili o con atrofia dovuta all'invecchiamento</li>
    <li>la procedura dura circa 10 minuti, talvolta è preceduta dall'applicazione di pomata anestetica sulla zona da trattare </li>
    <li>l'eventuale gonfiore scompare entro le successive 24-48 ore </li>
    <li>il recupero è veloce e non impedisce l'immediata ripresa delle attività </li>
    <li>dopo il primo trattamento, per raggiungere il risultato ottimale, può essere indicato ripeterlo in tempi brevi poiché i materiali impiegati sono di preferenza riassorbibili, per mantenere i risultati nel tempo è indispensabile ripetere il trattamento </li>
    <li>l'effetto dura 4-6 mesi </li>
    <li>il trattamento è ripetibile </li>
</ul>
<p>Trattamento della pelle con il <strong>peeling</strong> (esfoliazione superficiale)<br />L'obiettivo è il ripristino della qualità della pelle: </p>
<ul>
    <li>riduce le rughe sottili e le macchie dovute all'eccessiva esposizione al sole </li>
    <li>il peeling con acidi leggeri di origine vegetale stimola il rinnovamento cellulare e l'idratazione della pelle che appare molto più luminosa e compatta </li>
    <li>il trattamento viene effettuato in clinica ed è completato da cure che il/la paziente deve proseguire a casa </li>
    <li>non viene interrotto il normale svolgimento delle attività </li>
    <li>il trattamento è ripetibile </li>
</ul>
<p><strong>Botox®<br /></strong>Il termine Botox ® è universalmente conosciuto per indicare il farmaco (botulino) o il metodo per trattare la contrazione dei muscoli responsabili delle rughe frontali, glabellari, perioculari e per trattare l'iperidrosi (sudorazione eccessiva) ascellare e palmare. Botox ® è il nome commerciale più conosciuto ed è un prodotto del microrganismo "c. botulinum", ottenuto attraverso un sofisticato processo di laboratorio che ne garantisce la sicurezza e la qualità. Altri farmaci disponibili sono il Dysport e il Vistabex; quest'ultimo è l'unico attualmente autorizzato in Italia per impiego estetico ovvero indicato per ridurre le rughe e i segni di espressione della parte superiore del viso (fronte) e della zona laterale degli occhi (zampe di gallina). L'applicazione, che consiste in semplici iniezioni, avviene ambulatoriamente.  </p>
<ul>
    <li>Botox® riduce le rughe e i segni cutanei inibendo temporaneamente la contrazione muscolare </li>
    <li>i risultati sono eccezionali, l'aspetto finale del viso è morbido, giovane, tonico </li>
    <li>il recupero è immediato </li>
    <li>il trattamento non inibisce il normale svolgimento delle attività </li>
    <li>l'effetto dura 4-6 mesi </li>
    <li>il trattamento è ripetibile </li>
</ul>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=27]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=27</guid>
<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Tue, 5 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chirurgia estetica maschile (Corpo)]]></title>
<description><![CDATA[<p>Per l'uomo che desidera migliorare il proprio aspetto fisico, sono disponibili i seguenti interventi: </p>
<p>Correzione della <strong>ginecomastia</strong> (eccesso del tessuto ghiandolare mammario): </p>
<ul>
    <li>l'intervento avviene attraverso un'incisione intorno all'areola e consiste nella rimozione del tessuto ghiandolare in eccesso; </li>
    <li>se &egrave; presente prevalentemente grasso in eccesso nella regione, si pu&ograve; procedere alla liposuzione. </li>
</ul>
<p>Addominoplastica (eccesso di grasso sull'addome)</p>
<p>intorno al punto vita (fianchi e fascia sotto l'ombelico) dove il grasso non scompare n&eacute; con la perdita di peso, n&eacute; con l'esercizio fisico </p>
<ul>
    <li>liposuzione (vedi <a href="http://www.dottorbernabei.it/sito/admin/fckeditor/editor/index.asp?ItemID=18">liposuzione</a>) </li>
    <li>pelle eccedente </li>
    <li>addominoplastica (vedi <a href="http://www.dottorbernabei.it/sito/admin/fckeditor/editor/index.asp?ItemID=16">addominoplastica</a>) </li>
</ul>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=26]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=26</guid>
<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Mon, 4 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Otoplastica (Correzione delle orecchie a ventola)]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>A chi è adatta?</strong><br />Questo intervento è adatto a chi presenta una o più delle seguenti condizioni:</p>
<ul>
    <li>orecchie sporgenti </li>
    <li>orecchie grosse </li>
    <li>orecchie con difetti congeniti o che hanno subito traumi </li>
</ul>
<p><strong>L'intervento</strong></p>
<p><img alt="Otoplastica" src="/public/sito/site/F200954VRIZRJV-orelha_1.jpg" border="0" /> <img alt="Otoplastica" src="/public/sito/site/F200954FB8IAXN-orelha_3.jpg" border="0" /></p>
<p>Si svolge in regime di day-surgery, in anestesia locale con sedazione, più raramente in anestesia totale (specie nei bambini sotto i 12 anni). L'obiettivo è creare un orecchio con caratteristiche normali:<br />- ogni difetto viene corretto con una tecnica apposita<br />- si rimodella la cartilagine e si adatta la pelle alla nuova forma<br />- l'intervento dura 1.5-2 ore<br />- dopo l'intervento il/la paziente resta in clinica per qualche ora e viene dimesso/a in giornata</p>
<p><strong>Dopo l'intervento</strong><br />Alla dimissione il/la paziente indossa un bendaggio intorno alla testa, a protezione delle orecchie, che verrà mantenuto per 36 ore. Rimosso il bendaggio il/la paziente indosserà, solo per dormire, una fascia elastica come quella dei tennisti.<br />- l'assunzione di analgesici rende il post-operatorio praticamente indolore<br />- il paziente può riprendere le normali attività dopo 3-4 gioni, con le orecchie senza medicazioni semplicemente coperte dai capelli<br />- alcuni punti cadono da soli, altri vengono rimossi 10 giorni dopo l'intervento</p>
<p><strong>I risultati<br /></strong>Non si prova più il bisogno di "nascondere" le orecchie:<br />- si può adottare qualunque capigliatura<br />- si possono indossare gli orecchini<br />- maggiore sicurezza in se stessi, i rapporti con gli altri diventano più rilassati </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=25]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=25</guid>
<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Mon, 4 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Iperidrosi ascellare]]></title>
<description><![CDATA[<p>Si definisce <strong>iperidrosi</strong> una eccessiva sudorazione causata da una iperfunzione delle ghiandole deputate alla produzione di sudore. Bromidrosi è invece un termine con cui si definisce il cattivo odore che assume la pelle a causa dei processi di decomposizione del sudore ad opera di enzimi batterici.</p>
<p>L’iperidrosi colpisce una percentuale molto alta di persone, uomini e donne, e può avere origini diverse: costituzionali, psicologiche, emotive, ecc. A volte l'iperidrosi può essere un sintomo di un'altra malattia già nota, come ad esempio l'ipertiroidismo, o, più raramente, di un'affezione del sistema nervoso centrale, o di una condizione come l'obesità o la menopausa (iperidrosi secondaria).</p>
<p>L'iperidrosi può essere <strong>generalizzata</strong>, quando colpisce tutto il corpo, o <strong>localizzata</strong>, quando si limita solo ad alcune particolari zone (ascelle, mani, piedi). Quando ad essere colpite sono parti del corpo come il palmo delle mani e la pianta del piede, l’iperidrosi ha generalmente un'origine psicologica. Si parla in questo caso di iperidrosi primaria. Chi ne è colpito suda abbondantemente durante tutto l’anno, anche a basse temperature. </p>
<p>Nei rapporti interpersonali l'iperidrosi rappresenta un vero e proprio problema; soprattutto quando colpisce le ascelle. Può essere anche causa di imbarazzo nella vita professionale. Le aree colpite sono predisposte all'insorgenza di infiammazioni o macerazioni cutanee; i vestiti vengono macchiati e danneggiati permanentemente da aloni o macchie indelebili. Ma anche al di là dei casi di iperidrosi vera, sono sempre di più le persone che sudano normalmente (cioè "quando fa caldo"), e che scelgono di inattivare per il periodo estivo la sudorazione ascellare, per la semplice comodità di sentirsi asciutte, fresche e presentabili anche in condizioni di caldo-umido intenso.</p>
<p><strong>Come trattarla? <br /></strong>La cura è praticamente indolore se eseguita a livello delle ascelle, dove viene applicata, qualche minuto prima, una specifica crema anestetizzante. A livello palmare o plantare invece deve essere fatta un'anestesia locale, data la particolare sensibilità de queste aree. Viene poi praticata una serie di piccole, brevissime iniezioni di tossina botulinica opportunamente diluita, su tutta la superficie da trattare.</p>
<p>I benefici compaiono dai 2 a 7 giorni dall'inizio della terapia, e persistono per un periodo variabile dai 4 ai 12 mesi. I risultati migliori si ottengono nei casi di iperidrosi ascellare: viene riportata nella letteratura medica specifica un drastico miglioramento in più del 95% dei casi trattati. Nella iperidrosi palmare o plantare i risultati sono meno soddisfacenti, con un 30% circa dei pazienti che non risponde al trattamento e con una durata degli effetti intorno ai 4 mesi. Per questo viene proposto solo per alleviare i sintomi durante il periodo estivo. A livello ascellare non sono descritti effetti collaterali. Per le mani, può raramente manifestarsi un temporaneo indebolimento delle dita, che persiste al massimo per due settimane. </p>
<p><strong>Alternative</strong><br />Nella minoranza dei casi che non abbiano tratto sufficiente beneficio, l'alternativa di prima scelta è un intervento chirurgico conosciuto con il nome di "simpatectomia endoscopica toracica". Si tratta di un intervento di invasività minima, eseguibile anche in Day Hospital. La tecnica endoscopica é molto sicura, se eseguita da un chirurgo esperto. Questo tipo di procedura porta alla cura definitiva del disturbo in quasi il 100% dei pazienti trattati, lasciando soltanto una piccola cicatrice nell'ascella.</p>
<blockquote dir="ltr" style="MARGIN-RIGHT: 0px">
<p><strong>TERAPIA CHIRURGICA DELL’IPERIDOSI ASCELLARE </strong></p>
<p>Per i pazienti affetti da sudorazione ascellare eccessiva (iperidrosi) e che desiderano risolvere definitivamente questo disagio, esiste l’intervento chirurgico ad ultrasuoni, veramente efficace e già utilizzato da moltissimi anni con risultati eccellenti. </p>
<p>Si tratta di un intervento chirurgico che viene eseguito in anestesia locale, ambulatorialmente o in day hospital. Lo scopo é quello di eliminare le ghiandole sudoripare apocrine, localizzate subito sotto la pelle, nel sottile spessore di grasso che qui troviamo. Un tempo, per effettuare questa operazione con la chirurgia tradizionale (tecnica di Skoog del 1970), si dovevano eseguire lunghi tagli cutanei nella regione ascellare, che comportavano una guarigione lunga, spesso lascaindo talvolta brutte cicatrici. </p>
<p>Oggi si pratica una incisione di pochi millimetri e si introduce sotto pelle una sottile sonda che emette ultrasuoni, la stessa utilizzata per la liposcultura ultrasonica. </p>
<p>L’effetto dell’ultrasuono, in questo caso ad altissima potenza, é di sciogliere lo strato adiposo sottocutaneo che é occupato quasi interamente dalle ghiandole sudoripare: automaticamente si ottiene la distruzione delle ghiandole responsabili dell’eccessiva produzione di sudore. </p>
<p>Terminata la fase ultrasonica, viene introdotta dallo stesso taglietto una sottilissima cannula che provvede, aspirando, ad allontanare i frammenti delle ghaindole distrutte insieme al grasso disciolto. </p>
<p>Con un piccolo punto di sutura é terminato l’intervento della durata circa di venti minuti per ascella, ed il paziente potrà tranquillamente ritornare a casa con una particolare medicazione imbottita ed adesiva, da tenere alcuni giorni. </p>
<p>Normali analgesici-antiinfiammatori prescritti per le prime 48 ore aiuteranno a superare la fase iniziale di convalescenza, non dolorosa. Localmente la pelle sarà arrossata ed infiammata, con diminuzione della sensibilità; il paziente dovrà seguire le cure e le indicazioni prescritte e potrà riprendere una normale attività nel giro di 3 o 4 giorni. </p>
<p>Nel periodo immediatamente post-opeartorio osserviamo già una anidrosi, ovvero una completa assenza di sudorazione, con piena soddisfazione dell’interessato. </p>
<p>Nei 3 mesi successivi, man mano che l’innervazione si ristabilizza, ci sarà un parziale ritorno alla sudorazione, in misura considerata normale od inferiore alla norma. I risultati a questo punto sono considerati permanenti: circa il 90% dei pazienti ha espresso grande soddisfazione per lo scopo raggiunto, giudicato da tutti insperato. Solo un 10% dei casi, nonostante una notevole riduzione della sudorazione, in condizioni eccezionalmente emozionali può ancora presentare un fenomeno di sudorazione un pò più abbondante. </p>
<p>Un effetto collaterale, che può essere considerato inconveniente o vantaggio, é molte volte la scomaparsa completa o il diradamento dei peli ascellari, per la distruzione dei bulbi insieme alle ghaindole sudoripare. </p>
</blockquote>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=24]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=24</guid>
<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Mon, 4 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mastoplastica riduttiva (Correzione del seno troppo voluminoso)]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>A chi è adatta?<br /></strong>Questo intervento è adatto a chi presenta una o più delle seguenti condizioni:</p>
<ul>
    <li>mammelle pesanti, molto voluminose </li>
    <li>dolore e sensazione di pesantezza alla schiena, al collo e alle braccia </li>
    <li>postura scorretta delle spalle e della colonna vertebrale </li>
    <li>segni e depressioni sulla pelle delle spalle provocati dalle spalline del reggiseno </li>
    <li>cerca di "nascondere" il seno incurvando le spalle o indossando abiti molto ampi </li>
</ul>
<p><embed src="/public/sito/site/F200954YVL2UNY-mammella_riduzione.swf" width="165" height="200" type="application/x-shockwave-flash" scale="exactfit"></embed></p>
<p><strong>L'intervento</strong><br />Viene eseguito in regime di day-surgery, in anestesia locale con sedazione o in anestesia totale<br />la tecnica operatoria e il tipo di incisione vengono decisi in ogni singolo caso: </p>
<ul>
    <li>per le piccole riduzioni è in genere sufficiente una incisione ad "L" oltre la periareolare,  </li>
    <li>per le grandi riduzioni la L si trasforma in T rovesciata. </li>
</ul>
<p>La pelle e i tessuti in eccesso vengono rimossi e alla ghiandola mammaria viene data una nuova forma più armoniosa <br />- l'intervento dura da 2.5 a 3 ore<br />- dopo l'intervento la paziente resta in clinica per qualche ora e viene dimessa il giorno stesso</p>
<p><strong>Dopo l'intervento</strong><br />La paziente, oltre una leggera medicazione nei primi giorni, dovrà indossare un reggiseno (come quelli che si usano per fare sport) per 15-20 giorni dopo l'operazione:<br />- i punti vengono rimossi dopo 7 giorni dall'intervento<br />- l'intervento è indolore<br />- la paziente non deve sollevare pesi e fare sforzi per almeno 15 giorni <br />- l'attività sportiva può essere ripresa dopo circa 30 giorni<br />- la qualità delle cicatrici dipende anche dal tipo di pelle della paziente e dal suo comportamento post-operatorio<br />- le cicatrici sono permanenti ma tendono a diventare praticamente impercettibili con il tempo<br />- la cicatrice è una reazione dell'organismo ed il processo di assestamento completo richiede almeno 6 mesi<br />- l'allattamento al seno, in caso di gravidanza successiva all'intervento, può avvenire senza problemi<br />- con il passare degli anni le mammelle subiranno le influenze dell'età, degli sbalzi di peso e delle gravidanze</p>
<p><strong>Le possibili complicazioni</strong><br />Non esiste una procedura chirurgica completamente priva di rischi tuttavia, le complicazioni sono rare: meno del 5% e si possono prevenire o correggere<br />- i fumatori sono più soggetti a complicazioni<br />- lieve alterazione della sensibilità cutanea o formazione di ematomi (accumulo di sangue al di sotto della pelle)<br />- formazione di piccole aree di sofferenza circolatoria<br />- ritardi nella cicatrizzazione o lievi sierosità dalle ferite<br />- le complicazioni elencate sono semplici da trattare e non compromettono il risultato finale</p>
<p><strong>I risultati</strong><br />Le mammelle sono più proporzionati al resto del corpo tutto il corpo sembra più magro<br />- la forma e il volume dei seni migliorano nettamente<br />- maggiore libertà di scelta nell'abbigliamento<br />- accresciuta sensazione di benessere e fiducia nel proprio aspetto </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=23]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=23</guid>
<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Mon, 4 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mastoplastica additiva (Correzione del seno troppo piccolo o svuotato)]]></title>
<description><![CDATA[<p><strong>A chi è adatta?</strong><br />Questo intervento è adatto a chi presenta una o più delle seguenti condizioni:</p>
<ul>
    <li>mammelle di piccole dimensioni per scarso sviluppo </li>
    <li>mammelle che hanno perso volume a seguito dell'allattamento </li>
    <li>mammelle asimmetriche (una più grande dell'altra) </li>
    <li>mammelle divenute flaccide </li>
</ul>
<p><embed src="/public/sito/site/F200954JF0FJRD-mammella_aumento.swf" width="165" height="200" type="application/x-shockwave-flash" scale="exactfit"></embed></p>
<p><font color="#808080">clicca sul bottone nell'animazione</font></p>
<p><strong>Come avviene l'intervento<br /></strong>L'incisione chirurgica è piccola e ben nascosta: </p>
<ul>
    <li>nel solco mammario (posizione ideale)  </li>
    <li>nel cavo ascellare </li>
    <li>sul margine inferiore dell'areola </li>
</ul>
<p>I tipi di protesi di silicone:</p>
<p><img alt="Mastoplastica additiva" src="/public/sito/site/F2009542ZP6YR2-mamma_silicone.jpg" border="0" /> <img alt="Mastoplastica additiva" src="/public/sito/site/F200954SPFWOHS-mamma_grande.jpg" border="0" /></p>
<ul>
    <li>superficie liscia </li>
    <li>superficie testurizzata </li>
    <li>superficie ricoperta di spugna in poliuretano </li>
    <li>esistono molte forme (rotonde, anatomiche, alto o basso profilo) e dimensioni </li>
</ul>
<p><strong>La scelta dell'impianto migliore</strong><br />Viene decisa, caso per caso, insieme alla paziente durante gli incontri preoperatori</p>
<p><strong>L'anestesia:</strong><br />anestesia locale con sedazione o anestesia generale</p>
<p><strong>Durata dell'intervento:</strong><br />- dai 45 ai 90 minuti <br />- dopo l'intervento la paziente resta in clinica per qualche ora e viene dimessa il giorno stesso</p>
<p><strong>I risultati</strong><br />L'aspetto finale è estremamente naturale:<br />- si raggiunge il volume desiderato con il riempimento della parte alta delle mammelle<br />- si può evitare di indossare il reggiseno già dopo 30 giorni<br />- maggiore libertà di scelta nell'abbigliamento<br />- accresciuta sensazione di benessere e rinnovata fiducia nel proprio aspetto </p>
<p><strong>Le possibili complicazioni</strong><br />La mastoplastica additiva è oggi un intervento molto sicuro. Con il tempo, intorno alla protesi può talvolta formarsi una "capsula" che tende a indurire il seno. La protesi è sottoposta a "invecchiamento"; anche se alcuni ne consigliano prudenzialmente la sostituzione ogni 10 anni, è dimostrato che le più affidabili resistono anche il doppio. Si raccomanda di sottoporsi periodicamente a mammografia ed ecografia. </p>]]></description>
<link><![CDATA[http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=22]]></link>
<guid isPermaLink="true">http://www.dottorbernabei.it/index.asp?ItemID=22</guid>
<author>Ganfranco Bernabei, medico chirurgo plastico</author>
<pubDate>Mon, 4 May 2009 0:0:0 +01:00</pubDate>
</item>

  </channel>
</rss>


